PARCO

All'ombra del predicatore

Trekking naturalistico immerso nel bosco del monte Predicatore, uno degli angoli più suggestivi del Parco. Prevede un dislivello di circa quattrocentocin quanta metri ed è adatto ad escursionisti mediamente allenati. Sono necessarie scarpe dal buon fondo scolpito. La mancanza assoluta di fonti lungo il percorso implica l'indispensabilità di uno zaino con una buona scorta d'acqua, specie nei mesi più caldi.

Il percorso a piedi

Dal lago si prosegue sulla strada asfaltata per circa duecento metri fino ad incontrare sulla destra un segnavia del Parco che indica il sentiero per il monte Predicatore (1O7AG). Il bosco è attraversato da due ampie piste percorribili anche in mountain bike, prive di tratti ripidi, che con ampie svolte salgono in cima alla montagna.

Lago Fossi

Si tratta di un laghetto artificiale, situato in una piccola vallata ricca d'acqua. L'adiacente campeggio può risultare un buon punto d'appoggio per un soggiorno nella zona.

Monte Predicatore

È interessato da uno tra i più importanti boschi d'alto fusto presenti in regione, frutto di rimboschimento ad opera dei prigionieri austriaci della Prima Guerra Mondiale. Lungo il percorso sono disseminate tabelle con informazioni che aiutano l'osservazione dei cambiamenti della copertura arborea in relazione alla quota altimetrica. Sono presenti infatti diverse specie forestali come il pino nero austriaco, l'abete bianco e rosso, il faggio, il pino silvestre, il pino marittimo e il pino domestico.


Da non perdere nei dintorni:


Il castello di Genga

Restaurato in maniera eccellente, conserva l'impianto urbanistico medievale. Caratteristiche sono le abitazioni, che si adagiano direttamente sulla Scaglia rossa. Dopo aver ammirato il palazzo dei Conti della Genga - sede degli uffici comunali e del Consorzio Frasassi - con il portale d'ingresso incorniciato da una raggiera a bugne, è possibile visitare la raccolta d'arte sacra ospitata nell'ex chiesa plebale dedicata a San Clemente (XI secolo). Conserva un trittico di Antonio da Fabriano, uno tra i più significativi pittori del Quattrocento marchigiano, oltre alla piccola statua in marmo della Madonna col Bambino della bottega del celebre scultore neoclassico Antonio Canova, probabile dono di papa Leone XII alla sua città natale.

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